Sisters of The Valley

Sisters of The Valley

Le Suore della Cannabis Terapeutica

Chiamate le Sorelle della Valle per la pratica di una vita monastica all’insegna della castità e preghiera, anche se non si riconoscono o appartengono ad alcun ordine religioso. Le consorelle vivono al riparo di un’abbazia in Merced, nello Stato della California, dove hanno una sola missione, aiutare i malati e sofferenti attraverso medicinali erboristici a base di cannabis terapeutica. È così come si definiscono sul sito e-commerce le Sisters of The Valley ; la loro attività di growers e di preparazione di medicinali a base di cannabis è una pura espressione di “attivismo compassionevole “, volta alla preparazione galenica di unguenti, oli, tinture e lozioni a base di marijuana.

Le Sorelle producono la propria cannabis terapeutica seguendo i principi dell’agricoltura Bio-dinamica, sia per coltivare marijuana, sia per la preparazioni dei medicinali, seguendo il calendario lunare e gli allineamenti dei pianeti per svolgere la loro missione terapeutica:

[le Sister] Sono attiviste in missione per consentire alle persone di guarire se stesse.

Una strana ma efficace fusione tra la cultura new age, hippy e spirito cristiano,  che ha portato le Sisters of The Valley a rappresentare ed essere il simbolo di un movimento mondiale di legalizzazione della cannabis per fini terapeutici. All’interno dell’abbazia a Merced, le consorelle coltivano genetiche di cannabis con alti livelli di CBD e basse percentuali di THC, guidate dalla oramai celebre Sister Kate, Christine Meeusen  che leadereggia il gruppo di suore attiviste occupandosi anche della parte business. Solo nel 2015, hanno fatturato attraverso le vendite dei loro prodotti a base di cannabis al CBD circa 60,000$.

Donne guerriere del mondo bancario, ci potete aiutare?” Suor Kate Sotv

Purtroppo pur avendo adottato una vita monastica, il velo non le ripara dalle censure di Facebook e dai blocchi alla vendita on-line dei loro prodotti ad uso terapeutico derivati della cannabis. A quanto sembra, dopo l’uscita dei trailer del documentario Breaking Habits” sulle Sisters of Valley, la loro banca si rifiuta di proseguire a fornire i suoi servizi alle consorelle, impedendo loro di poter mantenere in vita la loro missione che si basa solo sulle vendite on-line.

Come dichiara Suor Kate sul post di Sister Camilla Valley su Facebook, le Sorelle sono state messe dalla banca in condizione di non poter utilizzare i propri fondi anche per pagare le tasse delle vendite o, di poter essere pagate tramite il loro conto on-line. Nel suo post datato 1 Maggio, Sister Camilla dichiara che alla mezzanotte avrebbero perso tutti i loro servizi bancari, l’accesso ai loro fondi e di conseguenza non possono più rifornire i loro 10.000 clienti sparsi in tutto il mondo.

Già dal Gennaio le Sisters of The Valley non possono più effettuare le spedizioni in Canada, secondo mercato per i loro prodotti. Le banche, solo possono garantire un servizio alle Sorelle dal momento che garantiscono un fondo di sessantamila dollari, cosa che per un movimento che si autofinanzia e dipende dalle vendite è poco sostenibile. Senza considerare che le sorelle non possono maneggiare soldi in contanti. In un disperato appello sui social Suor Kate non usa mezzi termini ” [..] Sto chiamando Anna Caballero. Sto chiamando l’autorità fiscale dello stato per dire loro, ehi, niente più tasse da queste p_ _ _ _ _ e , finché non avremo la nostra banca.”

Proprio per questo hanno lanciato varie campagne di raccolta fondi per le Sisters of The Valley  per superare questo infelice momento, chiedendo aiuto per “mantenere viva questa religione di nuova generazione, di proprietà delle donne e gestita dalle donne durante i periodi difficili di attacco da parte del patriarcato al potere“.