cbd e cannabis light in italia
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Qualche mese fa i giornali avevano titolato “La cannabis Light sarà legale”
Questo perché nel DEF era stato inserito in maniera definitiva un emendamento del “5 Stelle” Montero, che disciplinava la commercializzazione di tutta la pianta, fiori compresi.

La Presidente del Senato Casellati, attivata dalle forze politiche contrarie alla normalizzazione dei negozi di prodotti al CBD, ha fatto quanto il suo potere per eliminare questo emendamento, ottenendo la sua cancellazione per inammissibilità tecnica con la scusa che era un tentativo per aggirare la famosa sentenza della Cassazione.

In realtà proprio la Cassazione, che aveva dichiarato in via definitiva non compatibile la nota legge 242 con la vendita delle infiorescenze (da cui tutto era partito), invitava il legislatore a pronunciarsi in merito.

Quindi quello di Montero è stato un atto, non solo corretto ma anche doveroso.

La la situazione è dunque rimasta quella di prima.

Indipendentemente dai pareri delle forze politiche e delle forze dell’ordine, se la quantità di principio attivo psicotropo (THC) è inferiore allo 0,5 (quindi in assenza di effetto drogante) , le autorità ed in particolare la magistratura, alla fine appureranno che la canapa industriale e le sue infiorescenze al CBD non sono perseguibili penalmente: assoluzione per i (per fortuna sempre meno) malcapitati produttori o rivenditori, che saranno comunque costretti ad affrontare le spese legali ed un blocco delle operazioni aziendali.

Negli ultimi tempi questa ovvia considerazione sembra anche essere stata recepita dalle forze dell’ordine, che non destabilizzano più il settore con inutili sequestri preventivi generalizzati.

Tuttavia l’assenza di una normativa chiara continua a penalizzare tutta la filiera ed in particolar modo le piccole e medie imprese.

Queste ultime grazie al boom internazionale che riguarda i prodotti al cbd (in particolar modo alla crescita europea) ed alla qualità dei prodotti italiani, sembrano avere un nuovo mercato potenziale e allargato.

Resta da capire quando il legislatore riuscirà ad intervenire in materia e se (come ci aspettiamo che succeda) lo farà per tutelare questa enorme risorsa dell’Italia.

Adesso la cannabis light rimane praticamente libera, in quanto non perseguibile penalmente.

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